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Storia del Carnevale dei Figli di Bocco |
A pochi chilometri dalla città di Arezzo,
lungo l’antica strada romana Cassia Vetus alle pendici del Pratomagno, sorge
Castiglion Fibocchi; è questo un caratteristico comune Toscano che vede le sue
prime origini nel periodo Medievale e precisamente nel secolo XII, quando i
conti Guidi cedettero il feudo alla famiglia dei Pazzi di Valdamo; tra questi
spicca la figura di Ottaviano Pazzi, soprannominato Bocco a causa di una
deformazione del viso, e da lui ha preso il nome il paese.
Qui la storia comincia ad intrecciare una danza con la leggenda a volte perdendosi l’una nell’altra. Le novelle, narrate dai nonni ai nipoti nel “canto del fuoco” durante le lunghe serate invernali, raccontano dei memorabili festeggiamenti Castiglionesi prima dell’inizio della Quaresima quando, con grandi libagioni e balli “.. in Castellione de filiis Bochi i bifolchi e i signori festeggiano insieme la festa de carnesciale. . .“ (n.d.a. documento storico datato 2 maggio 1174).
Ed è così che una decina di anni fa,
prende corpo, tra i vicoli e le mura severe del castello, figure bellissime ed
arcane che, rincorrendosi sotto gli archi di pietra e le stradine anguste,
riprendono una danza ormai interrotta da secoli, ma sempre nella memoria di
tutti, in quanto non si dimentica mai la gioia di vivere..jpg)
E proprio con questo spirito che per una sola volta all’anno, e precisamente la penultima domenica del periodo di carnevale, l’intero paese si adopera per trasformare ogni luogo abitato, vicolo ed atrio, in un fantastico scenario, quello del “Carnevale dei Figli di Bocco”.
Il carnevale dei Figli di Bocco è una
manifestazione antica dove i duecento figuranti, vestiti con costumi fantastici
e con il volto celato da preziose maschere di cartapesta, con le loro eleganti
riverenze invitano l’ospite ad entrare in un limbo arcano dove il tempo non ha
più dimensione.Per la bellezza e la cura del particolare dei costumi e l’atmosfera che si crea, la manifestazione di Castiglioni è stata più volte paragonata a quella di Venezia, e di tale paragone i “Figli di Bocco” ne sono fieri.
La manifestazione dà spazio a vari artisti di strada, rappresentazioni teatrali, stands gastronomici e d’intrattenimento vario e spettacoli pirotecnici.
La Manifestazione si articola in due giornate, sabato sera con il discorso di "Re Bocco" che inaugura il Carnevale e la domenica con tutte le maschere sparse per i borghi del paese e la successiva sfilata.
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